- Paese
- Italia
- Tipo di file
- .csv
- In Bonro
- Esportazione nel piano Pro
Se hai una partita IVA, il tuo commercialista lavora ogni mese o trimestre con il registro IVA acquisti, cioè il registro delle fatture ricevute. Da lì arriva l'IVA che puoi detrarre nella liquidazione periodica: un registro ordinato significa meno correzioni e meno domande.
Che cos'è il registro IVA acquisti
L'art. 25 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 ("Registrazione degli acquisti") stabilisce che il contribuente deve annotare in un apposito registro le fatture e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell'esercizio dell'impresa, arte o professione, comprese quelle emesse a norma del secondo comma dell'art. 17, cioè in inversione contabile (Normattiva, art. 25, testo vigente a ottobre 2026).
Il termine è legato alla detrazione: la fattura va registrata prima della liquidazione periodica in cui eserciti il diritto alla detrazione dell'imposta, e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa al secondo anno successivo a quello di ricezione della fattura. Quest'ultima formulazione è quella in vigore dal 12 agosto 2026.
Dal 2027: il Testo unico IVA
Le regole IVA sono state riunite nel Testo unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10). L'art. 171 prevede che le sue disposizioni si applichino a decorrere dal 1° gennaio 2027. Da quella data l'art. 25 del DPR 633/1972 è abrogato e la registrazione degli acquisti passa all'art. 88 del Testo unico, che porta lo stesso titolo (Normattiva, D.Lgs. 10/2026, a ottobre 2026).
Il contenuto resta sostanzialmente invariato: si annotano le fatture e i riepiloghi ai fini contabili della dichiarazione doganale di importazione, prima della liquidazione periodica in cui si esercita la detrazione. Se il commercialista ti parla di "art. 88", si tratta dello stesso registro.
Cosa contiene ogni registrazione
L'art. 25 attuale e il nuovo art. 88 prevedono gli stessi dati:
| Dato | Cosa si annota | Nota |
|---|---|---|
| Data | Data della fattura o del documento doganale | |
| Fornitore | Ditta, denominazione o ragione sociale | Nome e cognome se non è un'impresa |
| Imponibile | Ammontare imponibile | Distinto per aliquota |
| Imposta | Ammontare dell'IVA | Distinto per aliquota |
| Titolo di inapplicabilità | Motivo e norma | Al posto dell'imposta, nei casi previsti |
Per le fatture relative alle operazioni di cui all'art. 21, commi 6 e 6-bis, del DPR 633/1972 (art. 72, commi 6 e 7, del Testo unico) si indica, al posto dell'ammontare dell'imposta, il titolo di inapplicabilità e, se del caso, la norma di riferimento.
Chi lo tiene e chi è esonerato
L'obbligo riguarda il contribuente IVA: imprese, professionisti e società con partita IVA.
L'eccezione più importante per chi lavora in proprio è il regime forfettario. Il comma 59 della legge 190/2014 esonera i forfettari dal versamento dell'IVA e da tutti gli altri obblighi del DPR 633/1972, ad eccezione della numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, della certificazione dei corrispettivi e della conservazione dei relativi documenti (legge 190/2014). L'Agenzia delle Entrate lo riassume così: i forfettari non sono tenuti a registrare le fatture emesse, i corrispettivi e gli acquisti, e non detraggono l'IVA sugli acquisti (Agenzia delle Entrate, a ottobre 2026).
Come lo usa il commercialista
Il registro collega le fatture ricevute alla liquidazione IVA. Il commercialista può importare le registrazioni nel gestionale dello studio, controllare che ogni fattura abbia la corretta ripartizione per aliquota e aggiungere ciò che il registro non può sapere, per esempio costi a detraibilità parziale. Gli errori più comuni: fatture registrate dopo la liquidazione in cui si è detratta l'IVA, fornitori indicati con un nome diverso da quello in fattura e una sola riga per una fattura con più aliquote.
Come lo genera Bonro
Bonro esporta un registro IVA acquisti in CSV per il tuo commercialista: un file separato da punto e virgola con una riga per ricevuta, che riporta la data, un numero di protocollo che prosegue tra un'esportazione e l'altra invece di ripartire da capo, il fornitore, l'imponibile, l'aliquota IVA, l'imposta e il totale. Puoi controllare e correggere ogni campo prima di esportare.
Se sei nel regime forfettario in generale non ti serve questo registro; il CSV generico e il riepilogo PDF sono disponibili in tutti i piani. L'esportazione del Registro IVA fa parte del piano Pro; trovi i dettagli nei prezzi di Bonro.
Domande frequenti
Che cos'è il registro IVA acquisti?
È il registro in cui il contribuente annota le fatture e le bollette doganali relative ai beni e servizi acquistati o importati nell'esercizio dell'impresa, arte o professione. Fino al 31 dicembre 2026 la norma di riferimento è l'art. 25 del DPR 633/1972.
Cosa deve risultare da ogni registrazione?
La data della fattura o della bolletta, la ditta, denominazione o ragione sociale del fornitore (oppure nome e cognome se non è un'impresa), l'imponibile e l'imposta distinti per aliquota.
Nel regime forfettario devo tenere i registri IVA?
No. Secondo il comma 59 della legge 190/2014 i forfettari sono esonerati dagli obblighi del DPR 633/1972, compresa la registrazione degli acquisti, ma devono comunque numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali.
Cosa cambia dal 2027?
Dal 1° gennaio 2027 si applica il Testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026). L'art. 25 del DPR 633/1972 viene abrogato e la registrazione degli acquisti prosegue nell'art. 88 del Testo unico, con un contenuto sostanzialmente uguale.
Fonti
- D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 – Art. 25 Registrazione degli acquisti (testo vigente al 25/10/2026)normattiva.it
- D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 – Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposta sul valore aggiunto (artt. 88 e 171)normattiva.it
- Agenzia delle Entrate – Regime forfetario: semplificazioni e adempimenti (imprese)agenziaentrate.gov.it
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, commi 54-89 (regime forfetario)agenziaentrate.gov.it
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